Area Riservata

Nome Utente:
password:

Registrati
Recupera password

News/Eventi

  • 01/09/2010 News
    Inizio Corsi Anno Accademico 2010-2011 more »

Archivio news

Foto del mese

Stage19200610_36

Video del mese

Seipa e applicazione

Taiji Quan - Storia

Il TAIJI QUAN, conosciuto anche come la "BOXE DELLE OMBRE", è una delle maggiori branche dell'arte marziale cinese del WU-SHU. Questo nome trae le sue origini dal concetto filosofico di TAI JI rinvenuto nel libro dei mutamenti (opera omonima composta durante la dinastia ZHOU nel 221 a.C.) e che esprime Il concetto di ogni cambiamento insito nell'alternanza delle due forze opposte dello YIN e dello YANG.

Non vi sono date certe sulle origini del TAIJI QUAN; tuttavia, sebbene la storia di questa disciplina si perda nella notte dei tempi e numerose versioni attribuiscano a personaggi diversi la paternità, sembra che la creazione del TAIJI QUAN sia da attribuire a ZHANG SAN FENG, un monaco taoista vissuto nel 15 secolo d.C.

Prima di diventare monaco taoista ZHANG SAN FENG rivestì la carica di ufficiale governativo ma, sembra, che dopo la morte dei genitori egli abbia lasciato l'incarico per dedicarsi allo studio dell'I-CHING ( libro dei mutamenti), delle tecniche respiratorie taoiste e delle arti marziali al fine di trovare l'immortalità. Si dice che egli abbia soggiornato al monastero di SHAOLIN per un lungo periodo (10 anni) per studiarvi quel particolare metodo di allenamento fisico e meditativo che in qualche modo aveva influenzato tutte le tecniche marziali cinesi del WU-SHU. Egli seppe aggiungere alle parti tecniche della scuola SHAOLIN le teorie taoiste della naturalezza e della adattabilità.



ZHANG SAN FENG



La sua profonda conoscenza dell'I-CHING, dei testi classici delle tecniche respiratorie taoiste e della maggior parte delle principali scuole di WU-SHU gli permisero di elaborare quel sistema di tecniche chiamato in seguito TAIJI QUAN e considerato il più elevato e raffinato tra i sistemi marziali esistenti.
Le tecniche di TAIJI QUAN sono strettamente legate ai concetti cosmologici della filosofia cinese; esse includono lo studio armonico del binomio corpo mente al fine di ottenere, grazie al principio della non resistenza, il massimo dell'efficacia con il minimo sforzo.

La leggenda narra che l'idea di creare il TAIJI QUAN venne a ZHANG SAN FENG dopo aver visto un combattimento tra un serpente e una gazza. "Nonostante i ripetuti attacchi della gazza egli notò che il serpente reagiva con piccoli spostamenti circolari senza peraltro alterare la sua stabilità; questa strategia convinse CHANG SAN FENG che la morbidezza poteva vincere sulla durezza potendo mantenere una continua condizione di stabilità.

Nonostante le numerose leggende che si raccontano su questo personaggio (si dice infatti che sia nato alla fine della dinastia SONG 1167-1279 e sia vissuto per tutta la dinastia YUAN 1279-1368 e parte della dinastia MING 1368-1644), egli è considerato il padre del TAIJI QUAN; egli seppe aggiungere alle tecniche marziali di discipline già esistenti le tecniche di respirazione taoiste e i principi dell' I-CHING dando vita ad una disciplina che poteva aiutare l'uomo a vivere in armonia con la natura. Trasformare le tecniche marziali in un metodo per il miglioramento del corpo, della mente e dello spirito: questa fu la vera rivoluzione e la vera innovazione.



LA FORMAZIONE DELLA SCUOLA CHEN


Fonti storiche e quindi meno fantasiose e meno romantiche fanno risalire le origini del TAIJI QUAN a una disciplina basata su precisi canoni e sequenze codificate attorno al 1650. A sviluppare e codificare questi canoni e queste sequenze fu CHEN WANG-TING (1587-1680), un ex ufficiale della guardia imperiale originario della provincia di HENAN che, dopo il servizio prestato a corte, fece ritorno al suo villaggio per dedicarsi all'agricoltura, alla filosofia taoista e all'insegnamento delle arti marziali.



CHEN WANG-TING


 

CHEN WANG-TING fu il primo a sviluppare una serie di esercizi di TAIJI QUAN e codificarli in forme fisse al fine di poterle poi tramandare come modello di studio e perpetuazione della tradizione. Questo lavoro di codificazione fu influenzato dal trattato militare di QI JIGUANG (famoso generale della dinastia MING, 1528-1587) inerente la strategia. Questo trattato comprendeva l'allenamento dei 32 sistemi di lotta utilizzati dalle scuole di boxe esistenti a quel tempo.

E' significativo il fatto che CHEN WANG-TING inserì nelle forme le antiche tecniche filosofiche dello DAOYIN e del TUNA entrambe già utilizzate come metodo di sviluppo della consapevolezza nelle pratiche taoiste. Il DAOYIN consisteva nella capacità di concentrarsi sull'utilizzo della forza interna mentre il TUNA era quel sistema di esercizi respiratori che, in tempi píù recenti si svilupperà nel moderno e più popolare QI GONG. Con la combinazione degli esercizi marziali con la pratica dei DAOYIN e del TUNA , la boxe delle ombre divenne un completo sistema di esercizi dove la capacità di concentrazione mentale del praticante era strettamente legata sia alla respirazione che all'azione stessa. Questa particolarità fisica - psichica e mentale garantirà il futuro del TAIJI QUAN quale forma ideale di esercizio per il benessere fisico oltre ad essere considerata la più eflicace e raffinata delle arti marziali.

Con CHEN WANG-TING inizierà la trasmissione del TAIJI QUAN nell'ambito della famiglia CHEN che si succederà di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Lo stile sarà tuttavia adattato ai tempi ed al particolare periodo storico per cui, esso, verrà ulteriormente modificato a seconda delle abilità del caposcuola del momento. Nuovi metodi di insegnamento vennero adottati dai più valenti esperti della famiglia, che in ordine cronologico furono:

1) CHEN CHANG XING (1771-1855) codificatore della forma antica
2) CHEN YU-BENG codificatore della forma nuova
3) CHEN QING PING (1795-1868) codificatore della forma piccola


 


CHEN CHANG XING


 

Il primo unificò le forme e le semplificò; il secondo semplificò i movimenti adattandoli alle necessità dell'epoca poiché dopo l'avvento delle armi da fuoco l'interesse per le arti marziali non aveva più un largo interesse per cui anche i movimenti non enfatizzeranno più l'aspetto marziale; il terzo caposcuola incorporò invece nello stile i movimenti dello SHAO-JAR (piccolo stile) rimanendo così fedele al principio di non cambiare l'azione originaria. I nomi delle tecniche non furono alterati e, a ogni passo furono aggiunti movimentì circolari. Secondo la visione di questi tre maestri lo stile CHEN si dividerà quindi in tre stili: il vecchio stile di CHEN CHANG XING; lo stile nuovo di CHEN YU-BENG e lo stile comprendente lo SHAO-JAR di CHEN QING PING.

CHEN XIN (1849-1928) appartenente alla 16° generazione (chiamato anche PINSAN) fu il primo a raccogliere e descrivere in un manoscritto 'TAI JI QUAN TUI SHUO" le corrette posture e spiegare dal punto di vista medico e filosofico il controllo delle due forze: quella esteriore e quella interiore. Quest'opera, la prima dopo generazioni di trasmissione orale, fu completata nel 1919 dopo dodici anni di lavoro, e pubblicata nel 1932 in quattro volumL Il libro offre inoltre numerose informazioni sui capiscuola della famiglia nonché la descrizione dei movimenti sia della forma antica che di quella moderna.

Il successore di CHEN XIN fu CHEN FAKE (1887-1957) e come rappresentante della 17° generazione egli tramandò le due forme del vecchio stile. CHEN FAKE insegnò a lungo a Pechino (dal 1928 fino alla sua morte) e sembra abbia impressionato per le sue capacità personali nonché per la sua dedizione alla pratica della forma che era solito ripetere più volte ogni giorno.
Il 18° discendente della famiglia CHEN fu CHEN ZHAOPI (1893 -1973) che studiò sia con il padre, CHENG TENG KE, sia con gli zii CHEN YANXI, CHEN XIN e CHEN FAKE. Il governo cinese gli conferì il titolo di gran maestro di TAI A QUAN nel 1960 e nel 1971, grazie alla sua lunga esperienza, scrisse un autorevole trattato sul TAIJI QUAN.


 


CHEN FAKE


CHEN ZHAOPI


L'attuale discendente e quindi rappresentante della 19° generazione è CHEN XIAOWANG nato nel 1946 e figlio di CHEN ZHAOXU, primogenito i CHEN FAKE. Maestro di estrema bravura che attualmente si dedica alla divulgazione dello stile in tutto il mondo. Per scopi didattici e divulgatori egli ha semplificato la forma tradizionale, lunga e complessa, in una forma breve di 38 movimenti.




CHEN XIAOWANG


 

Il TAIJI QUAN della famiglia CHEN si è tramandato così per numerose generazioni nell'ambito dell'esclusivo nucleo familiare in quanto ritenuto il tesoro culturale e marziale della famiglia stessa. Solo all'inizio, del XIX secolo questa tradizione si interromperà quando CHEN CHANG HSIN insegnò lo stile anche ad altre due persone con cognome diverso. Uno di questi era YANG LUCHAN che, oltre a rivelarsi un allievo disciplinato e molto dotato aveva in sé quelle straordinarie capacità che gli consentiranno in seguito di ideare lo stile YANG.


LO SVILUPPO DELLA SCUOLA YANG


YANG LUCHAN


 

YANG LUCHAN (1799-1872) ha dunque il merito di avere creato lo stile YANG di TAIJI QUAN. Nato da una povera famiglia di contadini della contea di YONGNIAN nella provincia dell'HEBEI,la lasciò all'età di dieci anni per andare a lavorare come servo nella famiglia CHEN nella contea dello WENXIAN. Per anni si allenò segretamente con LI BOKIJI, un altro servo alle dipendenze della famiglia CHEN, con il quale aveva spiato gli insegnamenti di CHEN CHANG HSIN. Furono però scoperti e messi alla prova con gli altri studenti per dimostrare la loro abilità. Con grande sorpresa di CHEN CHANG HSIN essi seppero essere all'altezza dei migliori allievi e anche di batterli. CHEN CHANG HSIN accettò quindi come allievi e insegnò loro i segreti dello stile CHEN.

Come segno di gratitudine nei confronti di CHEN CHANG HSIN egli non insegnò lo stile appreso nel villaggio di CHEN ma quel particolare stile di TAIJI QUAN che egli stesso elaborò. Questo stile prenderà il suo nome e, a differenza dello stile CHEN, non sarà tramandato esclusivamente nell'ambito familiare ma insegnato a moltissime persone nel nord della Cina. Questa grande popolarità che lo stile YANG si andava conquistando e il gran numero di proseliti che la scuola aveva fatto erano da imputare soprattutto alla relativa semplicità dei movimenti che YANG LUCHAN aveva adottato per differenziarlo dal più complicato e marziale stile originario.

Lo stile di YANG LUCHAN era inizialmente conosciuto anche con il nome di HUA o CHAN MORBIDO in quanto trasformava la difesa in attacco con movimenti morbidi e veniva spesso presentato anche come disciplina efficace per la salute e la longevità. Anche la famiglia imperiale volle praticare questa nuova e rivoluzionaria disciplina che differiva dalle più conosciute e violente arti del WU-SHU.

Con YANG LUCHAN il TAIJI QUAN inizierà ad essere insegnato e praticato come una eccellente attività psico-fisica sebbene le dispute e gli incontri continuassero tra i rappresentanti delle varie scuole. A questo proposito si raccontano numerosi episodi in merito alle capacità straordinarie di alcuni maestri in grado di sconfiggere i più agguerriti avversari con l'energia sviluppata grazie alla pratica del TAIJI QUAN; questi episodi hanno certamente un fondo di verità ma, come tutti i fatti tramandati oralmente da allievi che volevano aumentare il prestigio della propria scuola, hanno finito col divenire totalmente inverosimili ed essere considerati oggi come delle leggende.

Dopo la morte di YANG LUCHAN, la continuazione della scuola YANG fu assicurata dai suoi tre figlì: YANG JANHOU (1839-1917), YANG FENGHOU e YANG BANHOU (1837-1892).


 


YANG SHAOHOU


 

In seguito due figli di YANG JANHOU proseguirono la divulgazione dello stile. Il primo, YANG SHAOHOU (1862-1930) fu un grande combattente ed un esperto delle applicazioni; ma, a causa della sua aggressività e dei suoi allenamenti molto duri, non ebbe mai molti allievi. Il secondo (ma terzo nell'ordine perché il secondogenito era morto in giovane età), YANG CHEN FU (1883-1936), nonostante da giovane non amasse il TAIJI QUAN divenne in seguito un grande divulgatore di questa scuola poiché viaggiò molto per diffondere in tutta la Cina lo stile della sua famiglia.


 


YANG CHEN FU


 

La scuola YANG sarà a sua volta matrice per la formazione di un altro stile di TAIJI QUAN: lo stile WU. Questo stile, ideato da WU YU XIANG, un allievo di YANG LUCHAN, pur contenendo i concetti dello stile YANG è molto simile allo SHIAO-JAR (piccola forma) dello stile CHEN in quanto WU volle inserire nel suo stile le teorie e i principi dello stile originario.


 

WU YU XIANG (1812-1880)
Fondatore della scuola WU


WU YU XIANG proveniva da una famiglia di cultori e praticanti di WU-SHU. Ebbe la fortuna di conoscere ed allenarsi con YANG LUCHAN dal quale imparò il TAIJI QUAN; tuttavia egli cercava i fondamenti e le origini di questa arte marziale e nel 1852 si recò da CHEN CHANG XING per conoscere i segreti della scuola originaria. Trovando il maestro troppo vecchio e debole perché potesse insegnargli egli divenne allievo di uno dei suoi nipoti CHEN QINGPING che gli insegnò la forma nuova o piccola forma che si distingueva dal vecchio stile di CHEN CHANG XING.

Nello stesso periodo il fratello di WU era riuscito a trovare una copia del famoso manuale di TAIJI QUAN scritto da WANG ZONGYUE e questo fu di grande utilità per le sue ricerche. Sarà sulle basi di questo manuale che a sua volta egli scriverà due importanti libri: PRINCIPI FONDAMENTALI PER GLI INSEGNANTI DI WU-SHU e LE QUATTRO FORMULE SEGRETE DA NON SVELARE A NESSUNO. Queste due opere comprendono i fondamenti della scuola WU di TAI JI QUAN le cui caratteristiche, che si rifanno sia alla tecnica di YANG LUCHAN che ai principi della piccola forma dello stile CHEN, sono la velocità e i movimenti molto corti.

WU-YU-XIANG trascorse un'esistenza isolata nel suo villaggio natale studiando e insegnando il WU-SHU. Questa scuola non ebbe molta fortuna sebbene uno dei discepoli di YU, il nipote LI YI YU (1832-1892) ne continuò gli insegnamenti e a sua volta ne trasmise le sue conoscenze all'allievo HAO HE (1849-1920). Quest'ultimo divenne famoso per la sua forza straordinaria nella pratica del TUI-SHO; si dice che egli fosse in grado di sollevare il suo partner e lanciarlo a tre metri di distanza. Sarà uno dei suoi allievi a formare la scuola SUN di TAIJI QUAN.






SUN LUTANG (1861-1932)
Fondatore della scuola SUN


SUN LUTANG nacque nella contea di WANXIAN nella provincia dell'HEBEI; iniziò dapprima io studio dello HSING-I - QUAN (la boxe dell'intenzione) sotto la guida del maestro LI KUIYUAN e del BAGUA - QUAN (la boxe degli otto trigrammi) con il maestro CHENG TINGHUA. A Pechino egli era tenuto in grande considerazione quale esperto di queste due discipline tanto da essere soprannominato "RE DELLE SCIMMIE VIVENTI" dal nome di un leggendario eroe mitologico cinese.

Nel 1912 SUN incontrò HAO-HE a Pechino dove si era recato in visita da alcuni amici; in quel periodo HAO-HE si ammalò gravemente e SUN si prese cura di lui e lo fece curare dai migliori medici della città. In segno di gratitudine HAO-HE gli insegnò più tardi il TAIJI QUAN della scuola WU. SUN inserì il TAIJI QUAN di HAO-HE nelle forme e nelle tecniche delle sue precedenti esperienze marziali e creò lo stile SUN.
Questo stile è caratterizzato da movimenti morbidi che si susseguono armonicamente, sia nelle tecniche di attacco che in quelle di difesa, e questa sua leggerezza, che si ritrova nell'intera forma, può essere paragonata alle nuvole che corrono nel cielo o all'acqua che scorre in un ruscello. SUN fu anche uno scrittore molto prolifico in quanto lasciò innumerevoli opere riguardanti gli stili di WU-SHU nei quali, grazie alla sua grande versatilità, aveva saputo eccellere.


 


WU JIANQUAN (1870-1943)
Fondatore della scuola WU


 

WU JIANQUAN, nativo della contea di DAXING nella provincia dell'HEBEI, era di origine Mongola; suo padre studiò TAIJI QUAN sotto la guida di YANG LUCHAN quando questi insegnava a Pechino ed in seguito con il secondo figlio di LUCHAN, YANG BANHOU (1837-1892) che in gioventù aveva studiato la piccola forma con WU-YU-XIANG.

Nel 1911, subito dopo la caduta della dinastia QING, il maestro XU YUSHENG fondò a Pechino la società di CULTURA FISICA dove YANG SHAOHOU fu chiamato ad insegnare la forma lunga e WU JIANQUAN ad insegnare la forma corta dello stile YANG.

Negli anni seguenti lo stile YANG divenne molto popolare perché si era notevolmente migliorato sviluppando soprattutto la caratteristica dei movimenti lenti e morbidi con la graduale esclusione dei salti e dei colpi più duri. Più tardi i membri della famiglia YANG smisero di insegnare la loro piccola forma. Tuttavia WU JANQUAN continuò la sua ricerca in questo senso e non smise mai di insegnare questa forma che in seguito si modificò e finì con il diventare sempre più popolare e riconosciuta come lo stile della scuola WU di TAIJI QUAN.

Nel 1928 fu invitato a insegnare come professore presso la Società di WU-SHU` di Shangai e la società sportiva di JIN WU della stessa città. Nel 1935 egli stesso fonderà la società di TAIJI QUAN denominata TIAN-QUAN che avrà un ruolo importante nella formazione e nella divulgazione dello stile WU'. La particolarità dello stile WU' è la combinazione degli elementi della grande e della piccola forma e la caratteristica dei suoi movimenti sono la compattezza e il non sforzo apparente.



Concetti filosofici del TAIJI QUAN



IL TERMINE TAIJI QUAN

Il termine TAIJI QUAN esprime il concetto filosofico che si basa sui principi dello YIN e dello YANG, sui cinque elementi e sugli otto trigrammi. Il termine TAI JI QUAN può essere letteralmente tradotto nel seguente modo:
- TAI = Grande o supremo; sta ad indicare il principio che sta alla base di tutti i fenomeni.
- JI = Trave - cardine (anticamente indicava la trave maestra del tetto dove andavano ad incastrarsi le travi secondarie). Filosoficamente rappresenta il concetto di cardine o elemento che incorpora le infinite manifestazioni dello YIN e dello YANG.
-QUAN Pugno - Pugilato.

La traduzione letterale che può esprimere questi concetti filosofici sembra dunque essere quella di:" BOXE DEL PRINCIPIO SUPREMO".

Il TAIJI QUAN, includendo nei suoi movimenti la tipica visione filosofica del tempo e dello spazio, i concetti dello YIN e dello YANG e le teorie dei cinque elementi può essere considerato l'espressione pratica dell'intero pensiero filosofico cinese. Quest'arte marziale, basandosi essenzialmente sulla continuità del movimento, racchiude in essa anche dei principi scientifici che, sorprendentemente, si armonizzano con li stessi concetti filosofici. Il concetto di WU-JI o ultima vacuità è quella particolare condizione originaria di vuoto, mentre il concetto di TAI-JI è l'origine delle condizioni storiche e dinamiche che genererà lo YIN e lo YANG; il vuoto del WU-JI è YIN mentre l'inizio del TAI-JI è YANG. Lo YIN e lo YANG sono dunque gli opposti complementari che spiegano sia i fenomeni naturali che lo stesso comportamento umano. Il TAIJI QUAN è uno degli stili interni derivati da specifici esercizi (KUNG-FU) contemplati nei primi scritti taoisti; lo stesso LAO-TSU, nonostante non abbia menzionato direttamente nessun tipo di lotta, amava riferirsi al morbido e al cedevole in questo modo: Nulla sotto il cielo è più semplice o adattabile dell'acqua; ma nulla, per quanto duro o resistente può alterare la sua natura. Così si ha che l'adattabile conquista il resistente e il soffice vince il duro; ma nonostante ciò questo principio non è utilizzato da nessuno".

Il successore di LAO-TSU, CHANG-TSU spesso ridicolizzava coloro che "nutrivano il corpo" con esercizi come lo YANG HSING (appendersi come l'orso o stirarsi come gli uccelli) e in proposito scriveva: " Gli uomini puri possono scalare montagne senza paura, entrare in acqua senza bagnarsi e entrare nel fuoco senza bruciarsi. Essi respirano profondamente; gli uomini puri respirano con i talloni, la moltitudine con la gola .. e ancora: Dovete concentrarvi e non ascoltare con le orecchie ma con il cuore. Poi senza ascoltare con il cuore, farlo con il respiro. Ascoltare con le orecchie è per la moltitudine, con il cuore per i razionali, ascoltare con il respiro si ha una comprensione assoluta ma egoística" Con quest'ultima citazione CHANG-TSU si riferiva a coloro che praticavano esclusivamente esercizi fisici tralasciando ogni altro interesse. Egli era per l'uomo equilibrato e quindi contrario ai sistemi ascetici che miravano esclusivamente all'ottenimento della longevità. Sia LAO-TSE che CHANG-TSU si riferiscono soprattutto alle scuole quietiste di quel periodo le quali si basavano esclusivamente su esercizi riguardanti la volontà (I) e l'energia vitale (QI). Anche MENCIO, contemporaneo di CHANG-TSU, diceva di essere abile nel coltivare il QI e, in merito alla volontà egli diceva: "Se essa (I) è concentrata, l'energia vitale (QI) la segue e diviene attiva. Complementare alla dottrina taoista dell'azione della volontà (I) e dell'energia vitale (QI) c'erano anche i concetti di WU-WEI e di TSU-JAN; WU-WEI che significa anche "non azione" oinattivo, si riferisce al fatto di non agire contro natura o non fare ciò che non sia spontaneo o naturale.Questo concetto si riferisce esplicitamente al concetto di TSU-JAN che significa appunto spontaneo o naturale. Filosoficamente questi concetti sono simili. ma sono separati nel contesto marziale. Il primo infatti prende il significato di trattenersi non competere, rimanere in silenzio, stare al di sopra di,mentre il secondo termine significa rispondere naturalmente, istintivamente e in modo spontaneoall'attacco. Si può quindi dedurre che gli stili interni del WU-SHU si basino su quattro principi:

· LA VOLONTA'(I)
· L'ENERGIA VITALE (QI)
· LA NON AZIONE (WU-WEI)
· LA NATURALEZZA (TSU-JAN)


L'insieme di queste dottrine aumentò sensibilmente quando alcuni monaci buddisti arrivarono in Cina dall'India ed apportarono nuovi concetti e filosofie; da queste nuove teorie i cinesi presero aprestito le nozioni che la salute è governata dall'equilibrio dei quattro elementi che compongono il corpo: la terra, l'acqua, il fuoco e il vento. In seguito arriverà dall'India il monaco TAMO (BODI DHARMA) con la scuola CH'AN (DIANA in sanscrito).

Quando BODI DHARMA arrivò al tempio di SHAOLIN nel 527 d.c. si accorse delle cattive condizioni fisiche dei monacì dovute alla mancanza di esercizio fisico. Si ritirò a meditare in una grotta vicina per nove anni dove compilò il libro dello sviluppo muscolare (YIN GIN CHING). Queste tecniche comprendevano anche tecniche di respirazione atte ad incrementare la circolazione del QI conosciute come pratica del WAI DAN.

Le tecniche del WAI DAN si dividono in tecniche di dinamica e tecniche statiche. Le prime, utilizzate per rafforzare particolari gruppi muscolari, tendono a concentrare la mente sul respiro immaginando al tempo stesso dì condurre l'energìa nella zona interessata. Nelle tecniche statiche, invece, i vari gruppi muscolari non devono tendersi volontariamente. Questo tipo di pratica aumentava la resistenza muscolare e favoriva la circolazione del QI e allo stesso tempo aumenta l'energia interna diretta verso i muscoli utilizzatì per un particolare esercizio fisico. Questo è quanto i monaci di Shaolin avevano bisogno e questa tecnica renderà poi famosa la scuola di arti marziali di questo monastero.Nonostante il buddismo possa sembrare antitetico all'idea di arte marziale in quanto condanna qualsiasi violenza nei confronti di qualsiasi essere vivente, esso non ne poté biasimare la pratica in merito al famoso editto contro l'intolleranza. La tolleranza dunque fu la vera forza del Buddismo e fu grazie ad essa che la comunità di SHAOLIN poté accettare la boxe e l'allenamento delle armi per oltre un millennio.

Come per lo YOGA, gli stili interni del WU-SHU aggiunsero agli esercizi fisici favoriti dagli stili esterni anche esercizi ghiandolari e mentali. Analizzando i metodi meditativi del TAOISMO, del BUDDISMO e dello YOGA è sorprendente notare come i concetti di energia, il modo di fissare con gli occhi, il tipo di respirazione e persino la dieta siano quasi identici. Nonostante lo YOGA sia una meditazione caratterizzata da posizioni statiche, in alcune tecniche sono compresi esercizi lenti che richiamano le tecniche del TAIJI QUAN come ad esempio lo stile della rana e del pavone che si possono riscontrare in alcune forme cinesi.

Gli stili interni di WU-SHU comprendono tre scuole ben distinte: il TAIJI QUAN caratterizzato dalla estrema morbidezza; lo HSING-I che enfatizza i movimenti diretti e l'energia esplosiva e il BA-QUA che predilige le parate e gli attacchi circolari. Tuttavia esistono molte altre scuole con caratteristiche simili a questa ma, seppure con una lunga tradizione, sono poco conosciute come quella dello LIU HO PA FA, oppure sono scomparse o sono state assorbite dalle scuole principali. Altre invece, come il DA CHEN CHUAN o I-CHUAN sono il risultato delle esperienze fatte da alcuni maestri nella pratica degli stili più importanti. Il TAIJI QUAN esemplifica l'arte degli stili interni meglio delle altre scuole nel sistema marziale cinese. In passato la meditazione in movimento era considerata superiore a quella statica, quindi i praticanti del TAIJI QUAN ritenevano che la loro disciplina fosse più benefica dello statico YOGA e della meditazione buddista e taoista.