Aikido - Storia
LA VIA DELL'ENERGIA E DELL'ARMONIA

Morihei Ueshiba (1883-1969)
Fondatore dell'Aikido
Fondatore dell'Aikido
Le origini di questa arte marziale sono remote e, per certi aspetti, ancora poco note. Pare che circa 700 anni fa nel nord del Giappone, esistesse una scuola di "Bujutsu", ovvero di arti di combattimento, specializzata nell' AIKI JUTSU; una disciplina derivante dall'arte della spada che era però insegnata in segretezza solo a pochi discepoli.
Con il termine AIKI probabilmente s'intendeva un modo strategico globale di agire in battaglia che consisteva nell'adattarsi agli attacchi dell'avversario, in modo da conseguire la vittoria in maniera spesso letale; tuttavia come questo venisse in effetti realizzato in quei tempi antichi non è dato saperlo, è probabile comunque che fosse abbastanza vicino all'idea di arte marziale totale, una disciplina remota ed esoterica, le cui caratteristiche originali sono, forse, andate perdute e le sue derivazioni tecniche disperse nei vari stili marziali orientali.
Notizie successive riguardanti l'Aikijutsu si hanno attraverso manoscritti dell'epoca feudale Nipponica, i quali riportano che tale arte veniva praticata dai membri del clan Minamoto fin dal periodo Kamakura (1185 -1333).
In seguito la pratica segreta di questo metodo di combattimento passa ai membri di un valoroso clan, i TAKEDA -AIZU, i quali nel corso dei secoli tramandarono ed arricchirono l'insegnamento dell'Aikijutsu e della sua scuola, il DAITO -RYU, scuola che sopravvive ancor oggi.
L'Aikijutsu diviene AIKIDO all'inizio del nostro secolo grazie all'opera di un uomo, MORIHEI UESHIBA, ed al suo incontro con SOKAKU TAKEDA (1860-1943), ultimo esponente della antica tradizione samurai del Clan Takeda e combattente leggendario, il quale conferisce a UESHIBA il diploma di insegnante del Daito Ryu Aikijutsu.

Con il termine AIKI probabilmente s'intendeva un modo strategico globale di agire in battaglia che consisteva nell'adattarsi agli attacchi dell'avversario, in modo da conseguire la vittoria in maniera spesso letale; tuttavia come questo venisse in effetti realizzato in quei tempi antichi non è dato saperlo, è probabile comunque che fosse abbastanza vicino all'idea di arte marziale totale, una disciplina remota ed esoterica, le cui caratteristiche originali sono, forse, andate perdute e le sue derivazioni tecniche disperse nei vari stili marziali orientali.
Notizie successive riguardanti l'Aikijutsu si hanno attraverso manoscritti dell'epoca feudale Nipponica, i quali riportano che tale arte veniva praticata dai membri del clan Minamoto fin dal periodo Kamakura (1185 -1333).
In seguito la pratica segreta di questo metodo di combattimento passa ai membri di un valoroso clan, i TAKEDA -AIZU, i quali nel corso dei secoli tramandarono ed arricchirono l'insegnamento dell'Aikijutsu e della sua scuola, il DAITO -RYU, scuola che sopravvive ancor oggi.
L'Aikijutsu diviene AIKIDO all'inizio del nostro secolo grazie all'opera di un uomo, MORIHEI UESHIBA, ed al suo incontro con SOKAKU TAKEDA (1860-1943), ultimo esponente della antica tradizione samurai del Clan Takeda e combattente leggendario, il quale conferisce a UESHIBA il diploma di insegnante del Daito Ryu Aikijutsu.

Sokaku Takeda
(1860-1943)
(1860-1943)
L'intento del Maestro Ueshiba fu quello di trasformare le antiche e micidiali Tecniche guerriere in una moderna disciplina il cui scopo non sia quello di dare la morte ma bensì di preservare la vita, ma anche, a livello più elevato, di cercare l'unione dell'uomo con la natura, compiendo così quella trasformazione da -JUTSU= tecnica a -DO= Via Morale.

Il Maestro Morihei Ueshiba
in una tecnica di immobilizzazione a terra
in una tecnica di immobilizzazione a terra
Morihei Ueshiba aveva creato una arte moderna che, pur contenendo tutti gli antichi metodi che l'avevano ispirata, era adatta alla crescita spirituale dei praticanti oltre che a quella fisica.
L'Aikido si basa sul principio della non-resistenza diretta ad un attacco dell'avversario, esso mette l'accento sul fatto che la forza utilizzata dall'attaccante possa essere "guidata" e sfruttata contro di lui.
Negli spostamenti del corpo l'Aikidoka sfrutta il movimento circolare per evadere una azione offensiva, si armonizza con essa, ed infine la neutralizza a seconda del grado di pericolosità; l'Aikido si avvale di una varietà enorme di tecniche atte a neutralizzare un attacco, questi movimenti nascono dall'osservazione delle manifestazioni della natura (acqua, fuoco, vento...) ed all'antico modo di maneggiare la spada giapponese; esse si possono sommariamente riunire in questi gruppi: Tecniche di Immobilizzazione e Disarticolazione le quali agiscono sulle articolazioni in quanto punti deboli del corpo umano e permettono di immobilizzare e disarmare un attaccante, solitamente bloccandolo al suolo; Tecniche di proiezione nelle quali l'attaccante viene proiettato a terra da chi si difende mediante tecniche che utilizzano un contatto minore di quello del Judo Tecniche di percussione utilizzate nell' Aikido moderno in maniera minore rispetto alle altre e portate con il taglio della mano (che simboleggia la spada) ed il pugno verso punti sensibili del corpo.
Tutte queste tecniche non agiscono separatamente, ma sono utilizzate insieme fra loro dal praticante di Aikido per far fronte ai diversi tipi di attacco sia armato che disarmato in maniera flessibile, adattandosi alle esigenze del momento; oltre alla difesa a mani nude viene insegnato anche l'uso della spada e del bastone, mediante l'esecuzione di forme prestabilite dette Kata.
L'Aikido era, nelle intenzioni del suo creatore, e rimane, a tutt'oggi, un'arte marziale tradizionale, profondamente permeata dalla storia e dalla filosofia giapponese; è per questo motivo che non viene praticato in forma sportiva. Nei Dojo ove si studia questa arte lo svolgimento delle lezioni e pressochè il seguente: all'inizio gli studenti e l'insegnante eseguono il saluto formale verso il ritratto del Maestro Ueshiba e fra di loro (Rei) ; inizia poi una fase di respirazione e meditazione attiva (Kokyu) nella quale si cerca di entrare in sintonia con il proprio corpo, di "sentirlo"; è questa una fase importante per lo studio dell'utilizzo dell'energia vitale (Ki), componente essenziale di tutto l'Aikido.
L'allenamento prosegue con esercizi di riscaldamento e preparatori (Aiki Taiso) simili allo stretching, atti ad educare il corpo dei praticanti alle sollecitazioni delle tecniche che si eseguiranno; questi esercizi sono poi integrati con movimenti specifici che si ritrovano nell'esecuzione delle tecniche e con lo studio delle cadute. In seguito l'insegnate mostra una tecnica e gli allievi la eseguono fra loro, mentre lui li corregge.
Vi sono poi diversi metodi di allenamento che si affiancano a questo, in base al livello raggiunto dai diversi gruppi di studenti; la chiusura della lezione avviene con un saluto simile a quello iniziale. Nonostante la formalità tradizionale (Reigi) che permea l'Aikido, l'atmosfera della lezione è distesa, come negli intendimenti del maestro Ueshiba: - "Praticate con gioia ed intensità".
Il termine Aikido e' costituito da tre ideogrammi: AI che puo' essere tradotto con armonia e amore; KI che significa energia cosmica, spirito, elan vitale e DO che indica la via, il cammino spirituale.

La parola Aikido puo' essere, quindi, interpretata come: la via per raggiungere l'armonia con se stessi e con l'Universo. Infatti, benche' sia un'arte marziale, basata sulla pratica fisica, attraverso l'Aikido si impara una filosofia di vita che tramanda gli elementi essenziali della tradizione e della cultura del Giappone dei samurai.
L'Aikido e' una disciplina che parte dal corpo ma coinvolge anche il livello mentale e spirituale. Per questo motivo non esistono ne' gare ne' competizioni come in altri budo.
I principi dell'Aikido si ispirano agli elementi della natura: all'acqua che si modella secondo la forma del contenitore, al vento che attraversa con forza gli ostacoli, al fuoco che brucia le impurita' o che vive quietamente sotto la brace.
Le tecniche dell'Aikido insegnano che la pura forza fisica puo' essere vinta semplicemente non opponendovisi ma lasciandola passare ed incanalandola attraverso una profonda comprensione delle dinamiche vitali.
L'Aikido ha abolito l'idea del nemico e del male: chi attacca con intenzioni malvagie si e' solamente allontanato momentaneamente dalla retta via.
L'Aikido e' un'arte marziale derivante da quelle tradizionali giapponesi, fondata dal Maestro Morihei Ueshiba (1883-1969); egli comincio' all'eta' di 13 anni a praticare jujutsu e per 25 anni studio' oltre che tecniche di combattimento a mani nude, l'uso della lancia, del bastone e della spada.
Sempre alla ricerca del significato piu' profondo delle arti marziali, agli inizi degli anni 20 fonda uno stile che chiama aiki-bujutsu. Lo studio dello scintoismo omotokyo dette corpo alla struttura filosofica della nuova arte marziale che, nel 1942, prese l'attuale denominazione di Aikido.
Negli anni 30 la nuova disciplina riscuote consensi ed apprezzamenti dai piu' alti esponenti delle arti marziali e nel 37 la Kobukai (l'associazione fondata da Ueshiba) riceve la qualifica di Ente morale per gli alti valori filosofici, morali ed educativi di cui l'Aikido e' portatore.
Risorto nel dopoguerra l'Aikido ha oggi come proprio centro internazionale l'Hombu Dojo di Tokyo.
L'Aikido si pratica nel dojo su una materassina (tatami). Tutti indossano lo stesso abito bianco, il keiko-gi, senza distinzione di sesso ed eta'. Questo crea un'atmosfera rilassata e non competitiva che permette ad ognuno di esprimere il meglio di se'.
L'Aikido e' praticabile da chiunque indipendentemente dall'eta' o dalla forza.



