Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu - Discipline e Armi - Kenjutsu
KEN-JUTSU



Parola formata da 2 ideogrammi:
Ken: Spada
Jutsu: Arte, Disciplina
Letteralmente significa "Arte della Spada"
Si tratta dello studio codificato di tutte le tecniche di attacco e di difesa possibili con la spada. In Giappone è l’arte marziale più antica e nobile. La spada, infatti, insieme allo specchio e alla magatama, un gioiello a forma di mezzaluna, è uno dei tre simboli imperiali. Molte furono le scuole di spada che fiorirono in Giappone, soprattutto in epoca Tokugawa.
In tutti i kata sia kiri-komi che uke-dachi utilizzano il Bokken, ovvero, la “spada di legno”.

Il primo carattere è quello di “Ki” (legno, albero). Essendo in coppia col carattere “Ken”, in questo caso viene letto “alla cinese” (on’yomi, lettura fonetica, che si distingue dalla kun’yomi, lettura in base al significato): Boku. In questo caso, in base a una regola fonetica che asseconda la pronuncia giapponese: boku+ken = bokken. Infatti, nella lingua giapponese, la “u” interconsonantica non viene quasi pronunciata. “Ken”, il secondo carattere, è quello generale per indicare un qualsiasi tipo di spada.
Letteralmente dunque Bokken significa "Spada di Legno".
Fu grazie al diffondersi delle scuole e degli stili di combattimento del Ken-jutsu che il bokken assunse un ruolo di grande importanza. Usare spade vere, negli allenamenti, era molto pericoloso e dispendioso e le varie scuole (ryu) scoprirono che l’alternativa più valida e sicura era quella di usare una spada di legno accuratamente modellata e sagomata, per conferirle la somiglianza e la sensazione di una spada vera. Furono usati vari tipi di legno duro ma i preferiti furono la quercia rossa e bianca. Via via che i vari ryu approntavano i loro metodi e stili, i bokken subirono variazioni nella forma e nella fabbricazione. La storia del bokken fu profondamente influenzata dalle leggi dello Shogunato. I rappresentanti delle varie scuole di Ken-jutsu verificavano l’efficacia delle loro tecniche in Shinken Shobu (duelli con le spade vere). Ciò, ovviamente, comportava la morte del perdente o, in alcuni casi, di entrambi i contendenti. Furono emanati quindi alcuni editti che proibivano lo Shinken Shobu. Il bokken fu il sostituto naturale della spada nei duelli e, sebbene non tagliasse, comunque provocava gravi danni e in alcuni casi anche la morte. Infatti, divenne un arma talmente efficace che alcuni samurai la preferivano addirittura all spada vera. Il famoso Myamoto Musashi vinse più di 60 duelli, molti dei quali usando un bokken contro armi reali. Così anche quest’arma fu vietata riservandone l’uso solo nei kata.
Traduzione e spiegazione dei Kanji a cura di GUIDO PONTOGLIO
(Aspirante Istruttore 1° DAN Karate-do e Insegnante di Giapponese presso l'associazione)
(Aspirante Istruttore 1° DAN Karate-do e Insegnante di Giapponese presso l'associazione)



