Karate-do - Storia
La storia di questa arte Marziale apparsa nell'ultimo ventennio su alcune pubblicazioni, stimolata da quella beat-generation alla ricerca e alla riscoperta di quei valori che la società tecnologica stava per far scomparire, è stata portata alla ribalta anche da quelle classi di cultori di costume orientale che, dopo essersi organizzati in Giappone prima sotto l'egida di vari stili, ha iniziato la divulgazione del Karate in tutti i Paesi del mondo.Tuttavia prima di passare alle fasi di sviluppo che il Karate ha dovuto sostenere prima di arrivare ai valori attuali, sarà bene spiegare il significato di questa parola e il significato che questa ha avuto attraverso i secoli prima di arrivare ai giorni nostri sotto forma di lotta prima e di sport di massa dopo.
L'ideogramma KARA che significa "vuoto" e TE che significa "mano" dà a questa parola il significato etimologico più appropriato di MANI VUOTE.

Questa definizione comune a tutti i praticanti è un modo alquanto semplicistico di definire questa forma di lotta che non solo ha una spiegazione più filosofica ma anche storico politica.
Il Karate, non essendo l'opera di un solo uomo ma, bensì la necessità umana di sopravvivenza alle varie avversità ambientali prima e di difesa poi, si può affermare che esso sia la sintesi di combattimento a mani nude tra diversissimi metodi di lotta praticati da millenni prima di Cristo nel sud-est asiatico.
Alessandro Magno nella sua spedizione in India (IV secolo a.C.) ebbe modo di scoprire ed apprezzare questo metodo di lotta tanto da inviare i suoi soldati ad apprenderlo per poterlo utilizzare in battaglia.
Una leggenda narra altresì che circa tremila anni fa un principe indiano osservando i movimenti degli animali e i loro combattimenti abbia ideato una forma di lotta, sperimentandone poi l'efficacia sugli schiavi. Le origini più credibili sul Karate si fanno risalire secondo una antica tradizione al Monaco Buddista Bodhidharma (Tamo) per i cinesi e Daruma per i giapponesi che, nel VI secolo avanti Cristo si recò in Cina per diffondere quella forma di Buddismo che si chiamerà più tardi Zen.
Bodhidharma insegnava questa forma di combattimento ai suoi discepoli sia come difesa (infatti i predoni infestavano la zona) sia come metodo di sviluppo fisico che spirituale.
Questa arte dal nome di Shaolin (Monastero dove insegnava Bodhidharma) venne chiamata Shaolin Ch'Uan o boxe del tempio di Shaolin. Inevitabilmente questo metodo di lotta si fuse poi con esercizi e stili di lotta indigeni fino a diventare un tipo di lotta chiamato Ch'Uan-Fa (Kempo in giapponese) che in seguito, a causa della situazione geografica cinese, da adito ad innumerevoli forme di Ch'Uan-Fa o più genericamente Kung-fu.
Queste forme di allenamento (Kung-Fu) si distinguono in due gruppi: quello interno, contraddistinto da esercizi morbidi, e quello esterno, da esercizi duri.
E' sull'Isola di Okinawa che il Karate prende forma come arte di combattimento e precisamente nel 1600, periodo in cui il clan giapponese dei Tokugawa dominava l'Isola e bandiva l'utilizzo delle armi a tutta la popolazione. Per ragioni prettamente esistenziali e di difesa l'arte cinese del Ch'Uan-Fa veniva adottata ed integrata con un tipo di lotta locale fino a far diventare gli isolani dei guerrieri a mani nude.
Circa un secolo dopo si inizia ad utilizzare il termine Karate per definire questa forma di lotta ma l'ideogramma Kara, essendo cinese, dava ad esso il significato di mano cinese, per tanto, si pensò di sostituire il simbolo dando ad esso il significato giapponese di Kara che, nella filosofia Zen vuol dire: votare se stessi.
Due scuole principali prendono forma su questa Isola: la Naha-Te e la Shuri-te dal nome delle due città principali Naha (la capitale) e Shuri un grosso centro commerciale. La scuola di Naha-Te o Shorei-Ryu era caratterizzata da movimenti lenti eseguiti con contrazione mentre la scuola di Shuri-Te o Shorin-Ryu prediligeva movimenti rapidi.
Da una combinazione di elementi Shorin e Shorei nasce lo Shotokan del maestro Gichin Funakoschi che per primo diffonde il Karate in Giappone e presenta a Tokyo nel 1923 la prima dimostrazione pubblica.

Gichin Funakoshi
(1868-1957)
Tra il 1925 e il 1930 altri due grandi maestri giungono in Giappone e precisamente Kenwa Mabuni dello Shito-Ryu e Choyun Miyagi del Goju-Ryu, che metteranno le loro radici rispettivamente ad Osaka il primo e nell'isola di Kyusho il secondo. Questi tre maestri di Okinawa sono stati i capiscuola dei massimi stili oggi praticati nel mondo anche se oggi si contino una cinquantina di diverse scuole.

Kenwa Mabuni
(1889-1952)

Choyun Miyagi
(1888-1953)
Che cosa è successo e perché oggi il Karate nel mondo ed in particolare in Giappone conta così tanti stili e una miriade di organizzazioni più o meno grandi?
Innanzitutto il Karate essendo scuola e modo di vita è soggetto ad interpretazioni personali, per tanto succede che, essendo ognuno di noi diverso nel fisico e nello spirito, la stessa tecnica viene esteriorizzata ed eseguita in modo diverso.
E' appunto per questa particolare indole di ognuno di noi oltre che all'aspetto commerciale che, alle massime scuole di cui si è parlato poc'anzi, altre scuole si vanno istituendo con i relativi capiscuola.
Nel 1953 nasce la scuola Wado-Ryu (o scuola della via e della pace) del maestro Shiroki Otsuka che dopo aver studiato per anni con il maestro Funakoshi se ne stacca e, avendo una grande esperienza come fisioterapista, elabora le tecniche del Karate secondo una sua concezione di fisioterapeuta.
Ad opera di Minoru Mochizuki il Wado-Ryu subisce una spaccatura (anche se a livello mondiale non è apparentemente diviso) in quanto egli ritiene che ci si stia staccando dalle origini e, per salvare il Karate, ne occorra far ritorno.
Lo studio della Yoseikan-Budo (questo è il nome del suo stile) include oltre alle tecniche di Judo e Aikido lo studio del Kobudo. Oggi lo Yoseikan-Budo è molto praticato in Europa grazie al figlio di Mochizuki che continua l'opera del padre nel vecchio continente e soprattutto in Francia e nelle ex colonie e protettorati francesi.

Minoru Mochizuki
(1907-2003)
Nel 1956 ad opera di alcuni vecchi allievi e dello stesso Funakoshi a causa dell'indirizzo commerciale che la organizzazione dello stile Shotokan (la Nihon-Karate-Kyokai - J.K.A.) aveva preso, nasce lo Shotokai che, in modo meno professionistico, espleta gli insegnamenti di Funakoshi.
Masutatsu Oyama, dopo aver studiato i principali stili ma soprattutto il Goju-Ryu sotto la guida di Gogen Jamaguchi trae da questo suo bagaglio tecnico un tipo di Karate che enfatizza la potenza e la preparazione atletica e fonda la scuola Kyokushinkai.

Masutatsu Oyama
(1923-1994)
Dallo stile Shito-Ryu di Mabuni nasce lo Shukokai del maestro Chojiro Tani. Questo stile di Karate scientifico è frutto di uno studio delle tecniche al computer e per tanto molte tecniche sono abolite e limita i colpi all'essenziale. Lo Shukokai introduce nello studio delle tecniche lo "Shock" ossia quel colpo d'anca frustato proveniente dalla spinta del piede sul pavimento.
Chojiro Tani
(1921-1998)
Il Karate scientifico, che diffuso in Europa dal maestro Yoshinao Nanbu, è origine a sua volta di un nuovo stile che Nanbu codifica sotto il nome di San-Kukai che è altresì una sintesi di tutte le esperienze di Budoka come fece Mochizuki per lo Yoseikan. A differenza dello Shukokai che aveva eliminato le tecniche circolari nel Sankukai Nanbu le ripropose come completamento allo studio del Karate in senso di spazio e di accumulazione di forza centrifuga.
Nanbu tuttavia, anche a causa di una spaccatura nella organizzazione mondiale del Sankukai, elabora ulteriormente la tecnica esistente aggiungendo ad essa un metodo di ginnastica preparatoria (Nanbu-Taiso) e crea la scuola che prende il suo nome: il Nanbudo.
Recentemente dalla scuola Goju-Ryu, che già ha subito una spaccatura ad opera di Oyama, il maestro Yamamoto insieme al maestro Yabe si staccano e fondano la I.K.O. (International Karate Organization).

Yoshinao Nanbu
(1943)
Anche in seno alla J.K.A. (Japan Karate Association) dopo gli eventi dei mondiali di Parigi del 1972 il maestro Hirokazu Kanazawa si stacca dall'organizzazione e fonda lo Shotokan Karate International (S.K.I.) naturalmente alla base di queste scuole piccole o grandi esiste una organizzazione che tutela il lavoro di questi gruppi ma che di fatto, non accomuna il mondo del Karate ma ne contribuisce al disgregamento.

Hirokazu Kanazawa
(1931)
Solo nel 1964 è stata istituita la FAJKO (Federation of All Japan Karatedo Organization) che riunisce e disciplina tutti i maggiori stili di Karate giapponesi. Ciò ha permesso la creazione di Federazioni Nazionali e Continentali e oggi, a livello mondiale, è nata la W.U.K.O. (World Union of Karate-Do Organization) che in Europa è tutelata dalla U.E.K.. Tuttavia sempre a livello mondiale un'altra organizzazione la I.A.K.F. (International Amateurs Karate Federation) e in Europa la E.A.K.F.(European Amateurs Karate Federation). Il Karate, inteso come filosofia e ideologia orientale, oltre alle varie interpretazioni avute nella sua terra d'origine e, come abbiamo visto, il proliferarsi di numerose scuole, ha avuto negli anni '60 da parte degli Americani un mutamento radicale sia come interpretazione che come finalità di pratica. Dopo poco più di un cinquantennio dunque il Karate si è evoluto, organizzato e soprattutto esteriorizzato in modo diverso e oggi, atomizzato non solo nei vari stili ma anche nel suo aspetto più puro e filosofico, rischia di morire di gigantismo anche come messaggio culturale e come scuola superiore di formazione del carattere dei suoi praticanti.



